La crisi economica e occupazionale che investe tutta la Sardegna, colpisce drammaticamente e in modo devastante i lavoratori che perdono il posto di lavoro privandoli di prospettiva e di futuro.
Più in generale, la crisi attuale, che perdura da molti anni, riduce ulteriormente tutte e le opportunità costruite faticosamente per tutti i cittadini e le loro famiglie, determinando un inaccettabile restringimento della qualità sociale.
Questa condizione di difficoltà complessiva, che investe anche il ruolo e la credibilità degli enti locali della Sardegna, determina una situazione di incertezza, di precarietà e una diminuzione dei sostegni alle fasce deboli della popolazione come gli anziani e le persone con disabilità.
Un mercato di lavoro precario e incerto, la riduzione delle occasioni di lavoro, l´aumento delle aziende e imprese che chiudono le attività produttive restringono gli spazi per l´inserimento lavorativo dei disabili privando molti giovani sardi della principale opportunità di inclusione e di partecipazione sociale.
Infatti, la crisi occupazionale va sempre più determinando, fra i giovani disabili, l´assenza di prospettive, dei progetti di vita e una drastica riduzione delle relazioni sociali.
Vi è quindi in generale, un rischio concreto per tanti cittadini di emarginazione sociale e, quando accompagnata dalla condizione di disabilità, si crea una situazione di povertà economica e socio-culturale difficilmente contrastabile.
Le associazioni di persone disabili e i loro familiari operanti in Sardegna esprimono la loro preoccupazione, denunciano i pesanti ritardi nell´applicazione della legge sul diritto al lavoro per i disabili, esprimono la loro contrarietà ai tagli effettuati nella scuola, rifiutano la logica dei tagli ingiustificati e indifferenziati sui progetti personalizzati, considerano discriminatoria l´esclusione dall´Osservatorio sulle povertà, chiedono l´attivazione di nuovi servizi e nuovi interventi in tutto il territorio regionale che assicurino il diritto alla mobilità, allo studio, all´informazione, allo sport e all´accesso alla cultura.
Sosteniamo con forza queste rivendicazioni nella piena convinzione che nel dare risposte positive alle persone deboli, possono scaturire nuove occasioni di occupazione e nuovi processi di integrazione sociale.
Per queste ragioni e per queste finalità la FISH-SARDEGNA si schiera a fianco dei lavoratori in lotta per il mantenimento del posto di lavoro e Dichiara la propria partecipazione convinta e consapevole alle rivendicazioni e agli obiettivi della manifestazione e allo sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali per il 5 febbraio 2010.
Archivio news dalla FISH di gennaio 2010